Febbraio 22, 2024

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Giro d’Italia 2023 – Se quest’ultimo chilometro conta nella corsa alla maglia rosa delle Tre Sime di Lavaredo?

Giro d’Italia 2023 – Se quest’ultimo chilometro conta nella corsa alla maglia rosa delle Tre Sime di Lavaredo?

Da questa 19a tappa, dal suo scenario montano da sogno e dal suo finale eccezionale, questi pochi secondi non pesano molto per valutare la felicità. La battaglia delle Tre Cime de Lavaredo tra i tre favoriti di questo Giro d’Italia – breve ma intenso – non è bastata a rendere indimenticabile questo venerdì. Ma, all’alba dell’ultimo weekend e soprattutto nel suo momento decisivo sulle pendici del Monte Lussari, questi piccoli secondi si incassano e si perdono qui e valgono oro a Roma, oro della domenica.

Almeida, nuovo (piccolo) fallimento

Jirò

Un momento decisivo, ma soprattutto un inferno

3 ore prima

Dal punto di vista contabile, Joao Almeida è stato il grande perdente in questa finale. Il portoghese dell’UAE Team Emirates è stato il primo a mostrarsi in testa sulla salita finale, ma ci siamo subito resi conto che il 3° assoluto era più concentrato sull’appianare i suoi sforzi e respingere gli attacchi che su qualsiasi altra cosa. È stata una perdita di tempo visto che i suoi due avversari, Primos Roglic e poi Geraint Thomas, hanno colpito. Entrambe le volte i portoghesi tornarono temporaneamente indietro, ma persero terreno. 21” giovedì, 20” venerdì… Del resto sembra non riuscire a tenere il passo con i cambi di ritmo ma Joao Almeida è stato arretrato a 59” complessivi in ​​maglia rosa, non salvo un ritardo significativo. Ma avrà bisogno di un’impresa sul cronometro, un’esibizione à la Pogacar alla Blanche des Belles Filles 2020.

Almeida, metamorfosi? “Potrebbe aver scoperto nuovi limiti osando attaccare”

Roglik, un guadagno e un rimpianto

Un ricordo di cui Primos Roglik vuole sbarazzarsi. “Se non avessi fede, non prenderei nemmeno l’iniziativa”, ammette lo sloveno, per il quale questa volta la scena sarà diversa. Si avvicinerà alla fine dei tempi come il cacciatore, non come la preda, una piccola differenza ma che cambia molto nell’approccio mentale all’evento. I suoi 26” di ritardo non pesano molto, dopotutto Roglic può vantarsi di aver sottomesso per la prima volta il tempo di Thomas… il crono di apertura! “Alla fine mi sono divertitoHa spiegato dopo essere arrivato. È bello avere di nuovo delle belle gambe”.

Raccogliendo solo tre secondi corti, lo sloveno pensava di poter raddoppiare i 4” di abbuono assegnati al 3° classificato della tappa, ma, dopo aver superato Thomas, non è riuscito a superare allo sprint Magnus Kort Nielsen (EF education). – posta facile). Un dettaglio? Senza dubbio. Ma guardando la classifica generale, non dobbiamo dispiacerci per loro domenica a Roma.

Tommaso, un piccolo errore

Il gallese è ancora in maglia rosa. Si avvicinerà alla cronometro del Lussari con 26” di vantaggio su Roglic e 59” su Almeida, e il Giro 2023 per ora sembra sereno. Allora perché dubitarne? Perché Blanche des Belles Filles ci ha ricordato di non buttare via la pelle di uno sloveno prima della cronometro in salita. Dopotutto, per la prima volta nella fase online (ad eccezione del bonus), il britannico ha perso tempo questo venerdì. Dai la colpa a un piccolo errore. “Quando ho iniziato a 400 metri, mi sono reso conto che era un po’ lontano”, ha ammesso. Un’osservazione condivisa dal nostro consulente Philip Gilbert.

INEOS e Thomas, perfetti… fino agli ultimi 400 metri

“Lui stesso ha detto che andare a 400m è stato un piccolo erroreIl belga spiega. Si rese conto che era ancora un po’ troppo lontano o troppo violento in quota, e fu contrastato da Roglik. Ma, nonostante questo, la gestione di INEOS è solida”. Ma quando ha tolto Roglick dalla ruota nella sua accelerazione, Thomas ha perso secondi. Nei cento metri il britannico ha perso 5/6 di secondo sullo sloveno. Ancora una volta, in cima al Monte Luzari, ci sono poche possibilità di giocare tanto meno sabato. Ma, se ciò accade, chiunque sia il vincitore, il perdente può incolpare se stesso e rimpiangere questa 19a fase.

Jirò

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