Aprile 18, 2024

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Un ex primo ministro italiano ha accusato la Francia di complottare per uccidere Gheddafi.

Un ex primo ministro italiano ha accusato la Francia di complottare per uccidere Gheddafi.

Per 23 anni il dossier non è stato chiarito. Sabato un ex leader del governo italiano ha accusato Francia e Stati Uniti di essere responsabili del disastro aereo di Ustica del 27 giugno 1980 che uccise 81 persone e di aver fatto di tutto per evitare che venisse alla luce.

A più di quarant’anni di distanza dai fatti, le famiglie delle vittime chiedono ancora verità e giustizia su questo caso, ancorato nella memoria collettiva degli italiani e considerato uno dei più grandi disastri aerei della storia del Paese.

La sera del 27 giugno 1980, un Itavia TC-9 operante sulla rotta Bologna-Palermo con 81 persone a bordo precipitò nel Mar Tirreno nei pressi dell’isola di Ustica (a nord della Sicilia), uccidendo passeggeri ed equipaggio.

L’aereo è stato abbattuto per errore?

La tesi avanzata da diversi esperti italiani è che la tragedia sia avvenuta quando uno o due aerei libici inseguiti da caccia americani e francesi hanno seguito la traiettoria di un aereo civile per sfuggire ai loro radar.

Preso in questa “situazione di combattimento”, il DC 9 sarebbe stato abbattuto per errore, oppure si sarebbe schiantato contro uno dei MiG presenti nella zona.

In un’intervista pubblicata sabato dal quotidiano RepubblicaL’ex primo ministro Giuliano Amato (1992-1993) sostiene la tesi secondo cui la Francia, con l’aiuto di Washington, avrebbe tentato di destituire il leader libico Muammar Gheddafi, pensando che fosse su uno dei MiG.

La versione più credibile è che l’aviazione francese sia responsabile “con la complicità degli americani” “con l’intenzione” di “uccidere Gheddafi”, ha confermato.

L’avvertimento di Gheddafi

Il 18 luglio 1980, il ritrovamento del cadavere di un MiG-23 libico sulle montagne della Calabria (Italia meridionale) alimentò questa ipotesi.

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A quel tempo il Segretario Nazionale del Partito Socialista Italiano, Sig. Secondo Amato, Bettino Craxi, che si dice vicino al colonnello Gheddafi, lo avrebbe “fiaccato” se fosse entrato nello spazio aereo italiano e lo avrebbe avvertito.

Su Twitter il figlio di Bettino Craxi ha confermato che suo padre sabato aveva avvertito Gheddafi. “Ma nel 1986”, sei anni dopo il disastro, quando era primo ministro, ha detto.

Nel 2003, il colonnello Gheddafi accusò gli americani di aver tentato di ucciderlo. Parigi e Washington hanno sempre negato che il loro aereo avesse qualcosa a che fare con la tragedia. “Gli americani erano sicuri che fossi su questo aereo (MIG-23) ed è per questo che gli hanno sparato a morte”, ha detto.

Il “Lavare la vergogna” della Francia

Giuliano Amato chiede ora al presidente francese Emmanuel Macron di “lavare via la vergogna che grava sulla Francia” “dimostrando l’infondatezza di questa tesi” o “fornendo scuse più sincere all’Italia e alle famiglie delle vittime”.

Il caso ha dato luogo a infinite speculazioni e ipotesi, ma le responsabilità e le circostanze del disastro non sono state stabilite.

Parigi e Washington hanno sempre negato qualsiasi coinvolgimento dei loro dispositivi nel dramma.

Un processo penale contro diversi alti ufficiali militari italiani sospettati di aver nascosto informazioni sul caso si è concluso definitivamente nel 2007 con la loro assoluzione davanti alla Corte di Cassazione.

Meloney chiede prove concrete

I giudici rumeni hanno riaperto il processo di Ustica nel 2008 dopo che l’ex presidente Francesco Cosica, 81 anni, aveva dichiarato che un missile francese aveva abbattuto un DC-9 italiano.

Il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni ha chiesto al Sig. Si chiama Amato.

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“Chiedo al presidente Amato di dirci se, oltre alle sue esenzioni, ha gli elementi che gli permetteranno di rivedere le decisioni di magistratura e parlamento e metterle a disposizione del governo”, ha detto.