Settembre 24, 2022

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energia. Scudo doganale nel 2023 per evitare il disastro?

Energia: lo scudo tariffario che si è preservato nel 2023… ma con quali caratteristiche e con quale aiuto?

Vengono citate diverse strade, come un aumento generale del 20%.

Attualmente, bloccare gli aumenti per il 2022 costa allo Stato più di 10 miliardi di euro, principalmente a causa di questa storia dei prezzi dell’energia imposta dall’Europa. A seconda di quanto si sta negoziando attualmente a Bruxelles, potrebbe emergere un nuovo spazio di manovra per il governo e questo è altamente auspicabile perché l’attuale aumento dei prezzi è del tutto illusorio e intollerabile per tutti gli attori economici.

Di questo passo, nessuna piscina comunale potrà scaldare la sua acqua, nessuna scuola privata potrà riscaldare i suoi studenti, nessuna fabbrica potrà continuare a funzionare e non parlo di commercianti e nemmeno di ristoratori.

La nostra economia non può funzionare senza un prezzo dell’energia che corrisponda ai costi di produzione e al reddito di tutti.

“Bruno Le Maire garantisce che i prezzi dell’energia possano raddoppiare nel 2023″ senza scudo doganale”. Il ministro non ha però specificato il livello dell’aumento che verrebbe portato al tetto, sottolineando che sarà annunciato a breve. Ha anche spiegato “il provvedimento della Legge Finanziaria 2023 sugli stanziamenti di bilancio che, in caso di aumento significativo, permetterebbero un sostegno più modesto”. Sulla stessa linea, il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, aveva precisato che “i controlli energetici ” verrebbe svolto per le famiglie più difficili..

Moltiplicare i prezzi per 5 è semplicemente inaccettabile e le autorità pubbliche dovranno sovvenzionare i prezzi dell’energia.

Va inoltre rilevato che è necessario tutelare anche le imprese, poiché è il sistema produttivo che può risentirne e quindi l’occupazione. Le fabbriche in Germania sono chiuse ed è un enorme errore economico consentire alle aziende di abbassare le tapparelle e spegnere le luci.

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Carlo Sannat

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fonte TF1.fr ICI