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Una scena dello spettacolo

il principe

di Daniele Sorvillo

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Quando un regista decide di rappresentare Amleto di Shakespeare in maniera non convenzionale, con l’obiettivo di sfruttare i mille spunti che un testo del genere, capolavoro della drammaturgia moderna, propone, per darne una nuova e personale reinterpretazione, il rischio di commettere un sacrilegio è altissimo. È dunque assolutamente da rimarcare la brillantissima operazione messa in atto da Cristiano Pasca, regista della piece Il Principe, andata in scena con meritassimo successo al Teatro Libero di Piazza Marina il 22 e il 23 gennaio scorso.
 
Amleto, tragedia in cinque atti scritta tra 1600 e il 1602, è certamente infatti una delle opere shakesperiane più frequentemente rappresentate. In essa il Bardo descrive in modo eccelso il tema della vendetta, incarnata dalla finta follia di Amleto, principe di Danimarca. Ma certamente, oltre questa prima interpretazione del dramma, è possibile cogliere molte più sfaccettature e temi che Shakespeare mette in scena accanto all’argomento principale. Fatto questo che, insieme con la connotazione oscura, ambigua, di dubbio e d’ombra del testo, rende la tragedia il perfetto esempio del passaggio in atto, nella Letteratura europea, dal Manierismo al Barocco.
 
Questi elementi rendono, così, comprensibile il perché la giovane Compagnia G273 ha deciso di rappresentare Amleto e l’universo complesso che gli ruota intorno. Tematiche come la corruzione, il marcio nelle organizzazioni di potere, con le sue deviazioni e inganni al solo fine di raggiungere meri obiettivi individuali rendono questa tragedia perfettamente attuale in una società come quella di oggi, dominata dalla follia e in cui una normalità fatta di innocenza, serenità e trasparenza è considerata ridicola utopia. Amleto, dunque, parla di noi e con noi, imponendoci un’indagine sulle basi dell’umana esistenza e sulla validità delle azioni umane.

In questa trasposizione in chiave moderna della drammatica vicenda dell’infelice principe di Danimarca, Pasca è davvero eccezionale, capace di cogliere l’essenza, l’anima più profonda del personaggio e del suo universo ideale, con il suo carico di incertezza tra essere e apparire, pensiero e azione, attraverso alcune intuizioni veramente di grande originalità ed efficacia, a tal punto che riesce a far ridere il pubblico mentre assiste al dipanarsi di una storia che invita al pianto e alla disperazione: quella di un uomo vinto dalla propria debolezza, dal sentimento di inadeguatezza della sua coscienza all’azione moralmente giustificata che dovrebbe compiere.

Al sostanziale rispetto filologico della tragedia shakespereana si è unita una capacità straordinaria di rappresentare perfettamente passaggi nodali del testo, avvalendosi anche della danze e delle immagini: il re Claudio, usurpatore del trono, rappresentato come voce e luce che paralizza la sua corte; oppure un solo lenzuolo azzurro come semplice ed esatto simbolo della morte di Ofelia.

A questo va aggiunto il colpo di genio del metateatrale spettacolo di marionette (in cui cogliamo una allusione al concetto di maschera di pirandelliana memoria, e non solo) che, con altri elementi presenti sul palco, come ad esempio il taglio comico dato alle figure di Rosencrantz e Guildenstern, fondendo insieme leggerezza e abisso come elementi inscindibili dell’esistenza, rende la rilettura di Pasca un gioiello assoluto e di sicura fortuna futura.
 
E certamente alla potenza indimenticabile di questa rilettura drammaturgica ha contribuito in maniera assoluta l’interpretazione degli attori della compagnia: Luigi Fabozzi, istrionico Polonio, Roberto Galbo, dinamico Laerte e Stefania Vitale, incantevole Ofelia. Ma su tutti assolutamente indimenticabile la performance di Matteo Contino, che ha dato carne e voce ad un Amleto anticonvenzionale, mostrando doti interpretative rare per la capacità di sapersi adattare agli aspetti mutevoli non solo del personaggio ma soprattutto della sua rielaborazione messa in atto dal regista.

ultimi commenti

(26/01/2010 - ore 14.03) marinella errera scrive:
Questo articolo rispecchia perfettamente ciò che io insieme ad altri spettatori, abbiamo riscontrato, nell'assistere a questa rappresentazione....Onore e merito al regista e a tutti gli attori!!!
(26/01/2010 - ore 15.25) daniela trapani scrive:
meravigliosa rappresentazione, sicuramente il frutto di una lunga e faticosa preparazione, grande registra, fantastici gli interpreti...non posso non cosigliarvi di andarlo a vedere. ;-)
(26/01/2010 - ore 16.37) Giampiero Vicari scrive:
Grande interpretazione di un difficoltoso quanto affascinante "Amleto"
(27/01/2010 - ore 00.19) annamaria guzzio scrive:
è piaciuto moltissimo anche ai ragazzi delle Scuole che sono un pubblico sicuramente non convenzionale!molti ragazzi hanno chiesto di tornare a teatro per altri spettacoli: più risultati di così!
(06/02/2010 - ore 13.46) JyGjDesZWfTHcWDe scrive:
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