Visto per voi
Giobbe Covatta
Dopo Melanina e Varechina e Seven, Giobbe Covatta presenta un nuovo spettacolo, intitolato Trenta, dedicato ancora una volta alla comicità sociale, uno stile ormai consolidato nel repertorio del celebre comico napoletano, che questa volta si è lasciato ispirare dalla carta dei diritti dell’uomo. Trenta sono esattamente il numero degli articoli di cui si compone la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, adottata dall’ONU nel 1948, trenta articoli che sanciscono i diritti individuali, politici, culturali, civili ed economici di ogni persona. La famosa Dichiarazione in cui si proclama che nessuno può essere fatto schiavo o sottoposto a torture, che nessuno potrà essere arbitrariamente arrestato, esiliato o incarcerato, dove si sancisce che l’uomo ha diritto ad avere una nazionalità, a contrarre liberamente matrimonio, a possedere dei beni propri e a partecipare alle decisioni di governo del proprio paese, e ancor a ricevere un’istruzione e un compenso per il lavoro prestato. Principi fondamentali per noi scontati ma, come spesso accade, non garantiti equamente a tutti. In chiave ironica, Covatta riflette su questi “diritti”, raccontando con sarcasmo al pubblico, che ieri sera l’ha applaudito allo Spicuzza, di coloro che questi diritti li hanno solo sulla carta, che vivono di ingiustizie sociali e che non hanno n è il modo né i mezzi per cautelarsi.
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