Spettacoli
La locandina del film
In jeans e pullover blu, reduce dall’avventura americana con La Ricerca della felicità e Sette anime, Gabriele Muccino incontra la stampa e i suoi fans alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo e in seguito, nel pomeriggio, alla libreria Feltrinelli di Palermo per parlare, raccontare e pubblicizzare la sua ultima pellicola Baciami ancora. Il regista durante gli incontri ha affermato: “Ho realizzato questo film (sequel de “L’ultimo bacio” ndr) perché avevo qualcosa da raccontare e non per una mera operazione commerciale. Basta pensare che ho cominciato a riflettere sul secondo capitolo della storia già 5 o 6 anni fa, ma prima di farlo ho aspettato di vivere ancora un po’. Quello a cui miro, infatti, è analizzare come ci evolviamo, come cambia il modo di guardare all’esistenza anno dopo anno” e confessa: “Amo i miei personaggi e quello che non sopporto di loro è ciò che non sopporto di me. Stefano Accorsi ha la forza di riscoprirsi innamorato della moglie quando stanno per divorziare, mentre Giulio Pasotti torna dopo anni con un pentimento quasi biblico e riesce a ripartire”. Tra amori e tradimenti, rapporti che finiscono e relazioni che nascono rimane, però, il senso della famiglia a cui il regista ammette di credere ancora: “La famiglia è un punto di confronto sia da adolescenti che da uomini. Bisogna crederci ma, soprattutto, bisogna lavorarci per farla continuare ad andare avanti. In questo universo, il mondo femminile è un punto di riferimento, un rifugio complesso perché gli uomini hanno difficoltà a comprendere le donne”. Il regista romano, non si tira indietro di fronte ai giudizi negativi accogliendoli soltanto se costruttivi: “La critica dice sempre qualcosa di diverso rispetto a ciò che il pubblico pensa. Allora, o il popolo è avanti o la critica indietro. C’è sempre quel qualcosa in più che essa sembra non riconoscermi, non c’è trait de union tra questa e il pubblico che viene in sala”. Ritorna dall’America portando con sè molta esperienza, Gabriele Muccino comprende le differenze della realtà oltreoceano e propone al pubblico italiano un film che differisce, nella tematica, dai recenti successi hollywoodiani: “Io non ho mai fatto in America un film scritto da me. Il tradimento in America è un argomento tabù. Il pubblico americano si appassiona alla plot semplice, i soggetti devono essere totalmente “bianchi” o “neri”, mentre noi ci appassioniamo anche dei soggetti a metà, “grigi”. Il cinema italiano è un cinema di genere, un’arte popolare, racconta la poetica dell’individuo”. Il regista parla, infine, dei suoi progetti futuri: “In Italia ho una commedia in cura che ricalca lo stile anni ’60 con Gasmann e Manfredi dove probabilmente saranno protagonisti gli uomini di “Baciami ancora”, mentre in America si sta pensando alla realizzazione di un film con Keanu Reeves che parla di una storia d’amore nello spazio”.
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