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Giovedì, 27 Ottobre 2011 10:19

CRISTIANO PASCA

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Cristiano Pasca Cristiano Pasca

Iena, Malerba, attore, regista e autore palermitano. Lo abbiamo incontrato per una chiacchierata sul suo lavoro e sul suo amore per Palermo e ci ha lasciato anche un video saluto.

Ho sempre constatato che per riuscire nel mondo bisogna avere l’aria folle ed essere saggi” (Robert de Montesquiou).

 

L’aforisma del dandy francese racchiude autenticamente il lato eclettico emerso durante l’intervista di Palermo24h a Cristiano Pasca, classe ’78, palermitano ma di contaminazioni padane, “iena” di mestiere, volpe in apparenza, ma profondamente salomonico.  

 

Nonostante i suoi viaggi lo abbiano portato lontano da Palermo per studio e per ricerca risoluta di realizzarsi dal punto di vista lavorativo, ama la sua città natale e il viaggio, per il giovane e poliedrico Pasca è solo una necessità da metterla al servizio del luogo in cui è nato.

 

Sapori neozelandesi sono le radici e l’iniziazione dell’haka palermitano e dai saldi di fine stagione arrivano a migliaia di visualizzazioni su Youtube, grazie ad una video maker palermitana.

 

È così che La Malerba (insieme a Gero Guagliardo, Claudio Casisa e Giovanni Mangalaviti) inizia la sua avventura nel programma di Italia 1 Le Iene e diventa uno dei personaggi di Bar Sport (2011).

 

Cristiano, attore, sceneggiatore, regista, direi un vero e proprio melting pot di colori che ti caratterizzano.

 

Fondamentalmente è perché bisogna arrabattarsi in qualche modo nei primi anni quando esci da scuola, ti si chiudono le porte dell’Accademia e arriva il momento per riuscire a capire il mondo, dato che il mondo ti aggredisce…

 

Sei stato battezzato da poco come iena insieme alle Malerbe e allora ti chiedo quando hai cominciato a realizzare di essere sulla buona strada per poter concretizzare i tuoi desideri, i tuoi sogni nel cassetto, dopo tanti anni di lavoro e di studio?

 

Non ho mai avuto questo tipo di sensazione, nel senso che le volte nelle quali l’ho avuta mi è andata male. Ho preferito, dopo tre anni di scuola a Roma, quattro anni di lavoro su, dove ho fatto diverse fiction e teatro, ma dove la vita fondamentalmente era complicata e riuscire a sopravvivere non era sempre semplice, anche se sono riuscito a fare cose che oggettivamente mi hanno portato alla possibilità di lavorare con case di produzione come la Janus International, tornare a Palermo. Avevo un sogno nel cassetto con un mio amico Matteo (Contino), anche lui diplomato in Accademia, che era di riuscire a fare qualcosa qui. Siccome tutti e due eravamo insoddisfatti e anche malinconici perché ci mancava molto casa, mi mancava Monte Pellegrino, il mare, le serate a Ballarò…

 

Cristiano ti stai affacciando al mondo della televisione, cosa pensi della televisione odierna e ci sono dei programmi che ti appassionano?

 

Assolutamente, fin da piccolo sono sempre stato un attore di accademia  atipico, perché gli attori di accademia generalmente sono un po’ snob nei confronti della televisione, ecco io non sono assolutamente snob, anzi non ho potuto perdermi la prima puntata del ‘Grande Fratello’ l’ho seguita tutta..  non ho potuto non apprezzare il barese e la sua golden key (ndr secondo il ragazzo barese del GF la parola “golden” aveva il significato di “grande”) stavo morendo dalle risate. Per me la televisione ha sempre avuto un ruolo fondamentale. Sembrerà che lo dico per appartenenza, ma Le Iene è sempre stato un programma di riferimento e poi sono appassionatissimo di programmi politici, come ‘Ballarò’. La televisione mi ha cresciuto, un po’ come quando i figli dei Simpson abbracciano il televisore.

 

Dato che mi hai parlato di reality show, come ben saprai molti artisti che hanno raggiunto il successo criticano i talent show, che negli ultimi anni hanno sfornato diversi personaggi più o meno bravi, e asseriscono sempre che fare la gavetta è fondamentale. Tu cosa ne pensi? Sinceramente, se tornassi indietro, e avessi la possibilità di partecipare ad un talent show  risparmiandoti così tanta gavetta e, magari, tanta fatica, non ne approfitteresti?

 

Lo farei subito e ci metterei anche la firma! Io penso che questo discorso secondo cui chi fa un reality o un talent show automaticamente diventa famoso e lavora non corrisponde a verità. Se ci fermiamo un secondo ad analizzare chi effettivamente sta lavorando o chi è diventato attore, abbiamo solo due esempi: Luca Argentero e c’è stato, e purtroppo ora non c’è, più Pietro Taricone.. e poi chi altro? Quindi chi è che veramente rimane?  Se non studi non ti serve a niente fare solo il reality. E così si è dimostrato alle Iene, l’haka è stato un’intuizione, però per riuscire a diventare degli inviati abbiamo lavorato tutta l’estate.

 

Ma tornando a Le Malerbe, questo nome mi ha fatto pensare a un documentario di Emanuele Pantano, una sorta di inchiesta sul sud, sulla disoccupazione, il lavoro, la mafia, il voto di scambio e tutto il sistema clientelare che vige in Sicilia. A Palermo si dice: “l’erba tinta un mori mai”… avete scelto questo nome forse perché pensate che, purtroppo, tutti questi aspetti negativi non moriranno mai qui… oppure, più ironicamente, vi sentite voi stessi “l’erba tinta”, con il vostro sarcasmo e la vostra satira?

 

È stupendo perché è un nome che è nato a caso, è un nome che volevo dare alla mia prima associazione nel ’99, eravamo disperati perché dovevamo trovarci un nome (..) avevamo pensato perfino di chiamarci ‘Gli Annarita’, ci picchiavamo per le stronzate che ci dicevamo a vicenda, e poi un giorno ho proposto Le Malerbe.

 

C’è un ruolo o un personaggio che ti piacerebbe interpretare e se si perché.

 

Ho sempre fatto le parti da scemo in televisione o al cinema come nell’ultimo film “Bar Sport”. La mia prima parte da cattivo è stata a febbraio quando ho fatto il protagonista di una puntata de 'Il giovane Montalbano' e lì per la prima volta Tavarelli ha deciso che io dovessi fare il cattivo e mi sono divertito tantissimo.

 

C’è qualche comico a cui ti avvicini, ti ispiri del passato o anche attuale?

 

Del passato ti potrei dire in maniera quasi retorica Totò, Aldo Fabrizi, De Filippo, però ci stanno dei comici adesso che sono straordinari, come Lillo e Greg, il gruppo dei Monty Python e un comico popolare Maurizio Battista, un uomo che osserva la gente e la riproduce in scena attraverso il suo modo di vederla.

 

Domanda inversa c’è un attore o una storia che ti piacerebbe dirigere nelle veci di regista?

 

Questo è il film che abbiamo nel cassetto io e Matteo da molti anni.

 

Ci vuoi dire qualcosa oppure per scaramanzia...

 

È qualcosa che riguarda la difficoltà di sopravvivere da parte di noi giovani, che abbiamo vissuto tutti quanti…

 

E che stiamo continuando a vivere…

 

Si qualcosa che stiamo continuando a vivere, qualcosa che racchiude la nostra generazione dei trentenni, i ventenni li odio perché sono più giovani (ride). Le intuizioni più fresche che, magari vengono sviluppate dai grandi, da quelli più avanti negli anni, le hanno i ventenni, vedo questi youtuber giovanissimi che hanno delle idee davvero interessanti, ma c’è una sorta di regola in Italia, “il giovane è cretino”. Infatti si dice che se Steve Jobs fosse nato a Napoli sarebbe morto pazzo o probabilmente lavorerebbe in un call center. Io e Matteo abbiamo scritto una sceneggiatura su otto ragazzi che avevano dei sogni a vent’anni e piano piano, per il loro percorso di sopravvivenza quotidiana, li hanno persi per strada. Questo è quello che succede a tantissimi ragazzi, gaberianamente parlando noi ci siamo impegnati solo nella nostra sopravvivenza quotidiana, e piano piano per l’impegno che mettiamo nel sopravvivere ci scordiamo, cominciamo a perdere dei pezzi di un puzzle, del nostro sogno, fino a quando non ci rendiamo conto neanche di dove viviamo e soprattutto perché siamo li. Sei partito con degli obiettivi e ti ritrovi magari a fare qualcosa che non volevi fare.

 

E allora in questo periodo di forte crisi d’identità, di crisi economica e politica pensiamo anche all’ultima rivolta avvenuta a Roma, se potessi fare un regalo alla tua città natale, Palermo, per poterla migliorare che cosa le regaleresti?

 

Un po’ più di ascolto, (…) prendete un po’ di forza convogliatela e mettetela a disposizione della vostra città. Ad esempio, per me la cosa più bella che c’è nei Paesi  Arabi, quando senti l’intervista dei giovani che vanno a studiare fuori, è la risposta che danno alla domanda “qual è il tuo sogno”, tutti dicono di voler ritornare nel proprio Paese e mettere in pratica tutto ciò che hanno imparato.

 

Il 21 ottobre è uscito nella sale “Bar Sport”, tratto dal romanzo di Stefano Benni. Quali emozioni ti ha lasciato il set, il cast e che cosa hai imparato da questa esperienza? Devi incuriosire il lettore per portarlo al cinema a vedere questo film…

 

Allora c’è tanto Stefano Benni, non è un film dove ti sganasci dalla risate, c’è’ una comicità sottile.. ricorda molto i film francesi, una sperimentazione nuova, ci sono animazioni, cartoni animati dentro, una cosa davvero innovativa per l’Italia.

 

Quale è stata la tua prima emozione quando hai toccato il set il primo giorno, e l’emozione dell’ultimo giorno?

 

Come si fa a dimenticare... soprattutto la prima cena, l’angoscia di relazionarmi con un cast di un calibro artistico bestiale e l’ultimo giorno.. non mi era mai successo in un set di piangere.

 

Ultima domanda, non possiamo chiudere l’intervista senza chiederti i progetti per il futuro…

 

Allora dopodomani viene mia nonna e c’è il pranzo qua.. allora il futuro è un po’ il presente nel senso che sto girando “L’Onore e il Rispetto 3” che andrà in onda nel 2012, come andrà in onda anche la prima puntata de “Il Giovane Montalbano” e poi faremo altri servizi per Le Iene…

 

La serata del 29 ottobre con ospiti Le Malerbe presso il Palab di Palermo è stata annullata ma sarà proposta nella prima metà di novembre e durante l’intervista Cristiano ha colto l’occasione per dedicare un pensiero agli amici dell’associazione culturale (e mi esorta a non dimenticarmi di scriverlo e, naturalmente, lo scrivo volentieri).

 

Vorrei ringraziare Tiziano Di Cara e Giuseppe Romano del Palab – sottolinea - perché hanno voluto investire indipendentemente da Le Iene. Ci hanno messo in mano il locale per poter sperimentare qualcosa insieme a loro, con Tiziano che ci ha sempre coordinato, lasciandoci sempre liberi di fare quello che volevamo. Per me Palab è una casa, non credo che ci sarebbero state Le iene, non credo che saremmo cresciuti così tanto tutti quanti. È stata la mia terza scuola perché la prima è stata l’Accademia, la seconda la fiction ‘In divenire e nel fare’ e la mia terza è stata la sperimentazione all’interno del Palab”.

Video

Dim lights Download Embed Embed this video on your site Il video saluto di Cristiano Pasca
Letto 18561 volte Ultima modifica il Giovedì, 27 Ottobre 2011 20:10

Commenti  

 
0 # CRISTIANO PASCATIZIANO Di Cara 2011-10-27 20:33
Grazie Cristiano, cavolo mi hai commosso, dillo che ti ho dato anche le chiavi del Palab! E' un piacere lavorare con voi e avervi come nuovi amici e coinquilini del Palab...ah ricordatevi lettori di palermo24h che il 19 novembre leMalerbe sono al push.ow del Palab !!!
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0 # CRISTIANO PASCARoberta 2011-10-28 15:47
Cristiano ho appena letto la tua intervisto ed ho istallato Quik Time Player per vedere il tuo video: sei semplicemente fantastico. Sei un'attore versatile e poliedrico, ma sei anche una persona molto in gamba, nel senso che, nonostante tu sia un comico, apprezzi molto anche trasmissioni come Ballarò (Una trasmissione politica dove si vede di tutto e di più sul ns. Bel Paese). Sai anch'io vedo Ballarò, ma c'è anche un'altra trasmissione che mi affascina: è Mi manda Raitre, la trasmettono ogni giovedì su rai 3; tratta oltre che di temi politici, anche di temi personali, di gente che si trova in situazioni economiche e morali gravi.
Sono andata anche a vedere "Bar Sport" e devo dire che mi è piaciuto moltissimo. Ti faccio i miei migliori auguri per il tuo futuro, che spero per te sia prospero.
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