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Sabato, 22 Ottobre 2011 12:18

TU SEI IL MALE

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La copertina La copertina

È uno dei migliori libri usciti quest’autunno, l’esordio letterario di Roberto Costantini, ingegnere sessantenne definito subito “un maestro assoluto”.

Venerdì 21 ottobre la Libreria Feltrinelli di Palermo (via Cavour, 133) ha ospitato la presentazione del romanzo Tu sei il male (ed. Marsilio, 2011) del romano (ma nato a Tripoli) Roberto Costantini, un ingegnere classe 1952 al suo esordio letterario rivelandosi immediatamente “un maestro assoluto”, come l’ha definito il noto critico Antonio D’Orrico, tanto che in appena una settimana sono già uscite tre edizioni.

 

Nella prima parte il libro è ambientato l’11 luglio 1982: una data scolpita nella memoria di molti italiani, perché quella sera gli Azzurri vinsero il Mundial spagnolo battendo la Germania 3-1. Protagonista è la diciottenne Elisa Sordi, impiegata in una società immobiliare del Vaticano alle dipendenze del potente cardinale Alessandrini, che proprio quel giorno scompare nel nulla mentre l’Italia intera ha un unico pensiero fisso: la finale che verrà giocata di lì a poco.

 

Viene aperta quindi un’inchiesta per far luce sul caso, affidata a Michele Balistreri, giovane commissario di Polizia dal passato oscuro. Inizialmente sottovaluta la gravità di quanto è accaduto e soltanto quando verrà ritrovato qualche settimana dopo il corpo senza vita della povera Elisa sul greto del Tevere, si butterà a capofitto nelle indagini. Ma qualcosa va storto e il delitto rimane insoluto. Forse proprio a causa anche della sua svogliatezza iniziale e dei dubbi sul suo essere poliziotto.

 

Il caso tornerà a perseguitarlo 24 anni dopo. Siamo sempre a Roma, ma stavolta è il 9 luglio 2006: l’Italia di Lippi batte la Francia ai Mondiali di Germania. Giovanna Sordi, madre di Elisa, si uccide gettandosi dal balcone. Balistreri si trova ora a capo della Sezione Speciale Stranieri della Capitale ma i tormenti dell’anima non l’hanno abbandonato. Anzi, per poterli tenere a bada è costretto a prendere degli antidepressivi. Il suicidio dell’anziana donna non fa che alimentare i suoi rimorsi, lo sconvolge a tal punto da spingerlo a riaprire l’inchiesta. Riuscire però a dare un volto al colpevole dopo tutti questi anni si rivela ben presto più complicato del previsto: qualcuno, infatti, è pronto a fare di tutto pur di proteggere il suo segreto.

 

Il commissario dovrà scontrarsi contro qualcosa più grande di lui, in una città dove le menzogne e la corruzione politica fanno da padroni, dove i ricatti e le violenze sono nascosti dietro una finta morale.

 

Alla sua destra poteva vedere il Quirinale illuminato con la bandiera italiana che sventolava, davanti il bianco dell’altare della Patria e il balcone del duce a piazza Venezia, alla sua sinistra il Colosseo e i Fori Imperiali con le luci delle auto incolonnate nel traffico. Il centro del nuovo potere politico, quello che aveva sostituito i poteri tradizionali dopo lo scandalo di Tangentopoli. Nuovo per modo di dire, naturalmente. Di nuovo c’erano solo i problemi: un paese troppo ben nutrito e quindi pigro, troppo vecchio e quindi stanco. A cui servivano quegli immigrati giovani da cui però era maledettamente impaurito. Senza una cultura dell’integrazione e senza un modello economico per favorirla. Con in più il maestoso cupolone di San Pietro che ricordava ai romani e al mondo intero che un potere immenso era racchiuso in meno di mezzo chilometro quadrato tra quelle mura. Credevo di poter cambiare il mondo, almeno un po’. Invece il mondo non se n’è neanche accorto e ha cambiato me. Aveva assistito al declino dell’Occidente che si era manifestato di pari passo con la consunzione del suo corpo e del suo spirito. Gli errori commessi con l’incoscienza e la leggerezza della gioventù si erano gradualmente trasformati in peccati. Nella nebbia del rimorso i suoi sogni si erano alla fine dissolti. Lentamente inesorabilmente , era diventato ciò che credeva impossibile diventare, un vecchio burocrate che serviva l’Italia”.

 

L’ipocrisia perbenista di oggi è la stessa di quell’estate del 1982. E la verità, quando verrà a galla, non può che essere sconvolgente, più spaventosa di quanto ci si poteva aspettare. “La parola d’ordine, a tutti i livelli, era sedimentare. Governo centrale e giunta comunale, opposizione, Vaticano, Servizi, polizia. Tutti erano d’accordo, bisognava lasciare che la polvere ricadesse naturalmente sui mobili vetusti della memoria”.

 

E ce ne accorgiamo man mano che l’indagine va avanti, tra rivelazioni, colpi di scena e tensioni continue, pagina dopo pagina, dove tutti potrebbero essere l’assassino e allo stesso tempo potenziali vittime. Chi sono i buoni? E chi i cattivi? Afferma lo scrittore noir italiano per eccellenza, Giancarlo De Cataldo: “Il perbenismo di ieri e il razzismo di oggi si saldano nell’ombra. Dietro ogni verità apparente, se ne nasconde sempre un’altra”.

 

Tu sei il male, primo capitolo di una trilogia diventato già un caso letterario internazionale i cui diritti cine-televisivi sono stati opzionati prima ancora dell’uscita, diventa il pretesto per descrivere un pezzo di storia della nostra nazione. “È la storia di un’Italia che diventa vecchia e piena di paure, è allo stesso tempo un libro sui pregi e i difetti degli italiani”, sottolinea Costantini che ci offre quindi un ottimo spunto di riflessione sulla società contemporanea in cui i confini tra colpevoli e innocenti, tra il bene e il male, non sono poi così netti come si pensa.

Video

Il booktrailer del libro
Letto 7099 volte Ultima modifica il Sabato, 22 Ottobre 2011 12:32

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