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Giovedì, 14 Giugno 2012 09:31

L'ELISIR DI JESSICA

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A Palermo il melodramma giocoso del celebre Donizetti riproposto in chiave moderna. Ecco come il soprano Jessica Nuccio ci ha raccontato le nuove atmosfere balneari scelte da Michieletto.


In scena al Teatro Massimo, dal 12 al 19 giugno, L'elisir d'amore del famoso compositore bergamasco Gaetano Donizetti, capolavoro diretto dal regista Damiano Michieletto e interpretato da un eccellente cast vocale, da Desirée Rancatore a Jessica Nuccio, da Celso Albelo ad Javier Tomè Fernandez per citarne solo alcuni, che per due atti interi delizieranno il pubblico palermitano con un originalissimo rifacimento estivo dell'opera.


Nella rilettura di Michieletto l'azione dell'opera ha luogo in uno stabilimento balneare. Tutta la vicenda è ambientata su una spiaggia, durante una giornata al mare: Nemorino è un bagnino un po’ sfigato che deve ripulire i cestini, riordinare le sdraio e gonfiare i materassini; ha costantemente nei suoi occhi Adina, la più desiderata della spiaggia, proprietaria di un chiosco che porta il suo nome e nel quale lavora Giannetta. Belcore invece è un marinaio sbruffone che cerca di conquistare ragazze su ragazze.


E poi c’è Dulcamara, adesso divenuto un venditore da spiaggia che con i suoi abbronzanti antirughe e anticellulite, approfitta delle paranoie da 'prova-costume' dei bagnanti. Ma non solo: riesce facilmente a comprare la fiducia dello sfortunato Nemorino, vendendogli un 'energy drink' per riuscire a conquistare Adina, filtro che altro non è che un comunissimo vino bordeaux, col quale presto il malcapitato si ubriaca, innescando una catena di situazioni tanto comiche, quanto vicine ai tempi attuali.


Spettacolo originale, il cui forte impatto visivo e comunicativo non può lasciare indifferenti. Il palco pullula di colorati ombrelloni, sdraio, teli e coristi in costume e infradito. Intatti nell'attualizzazione tutti gli ingredienti drammatici del capolavoro buffo di Donizetti. Divertente, ma mai banale. Fortemente innovativo, stupefacente addirittura, ma mai dissacrante o irrispettoso nei confronti del testo di partenza. Particolarmente toccante la famosissima romanza intonata da Nemorino, Una furtiva lagrima, durante il secondo atto.


Noi di Palermo24h abbiamo chiesto alla giovanissima cantante palermitana Jessica Nuccio di raccontarci i particolari più estrosi di questo spettacolo, oltre che il suo personaggio, la frizzante Adina, e la sua smisurata passione per il canto e la lirica.


L'elisir d'amore è un’ opera del famoso compositore Gaetano Donizetti, debuttata per la prima volta nel 1832. Oggi, a distanza di quasi 200 anni, cos'è cambiato? Cosa portate in scena dell'attualità, del 2012?

 

La regia di Michieletto vede L'elisir in chiave moderna, infatti l'ambientazione è balneare, Adina è divenuta la proprietaria di un chiosco, Giannetta ne è la barista, Nemorino è il bagnino della spiaggia e Dulcamara, invece, è per così dire lo 'spacciatore' di turno della spiaggia, mentre Belcore è un marinaio che si trova in licenza. In generale è tutto molto colorato e originale, nel secondo atto c'è addirittura un'enorme struttura gonfiabile che vuole alludere e assomigliare a una piscina. Insomma: colori, coro, costumi da bagno e altri originali espedienti rendono questo rifacimento dell'opera donizettiana comunque particolare e buffa. Per ciò che riguarda i personaggi, sono avvenuti dei cambiamenti abbastanza radicali rispetto all'opera originale, ma è qualcosa di perfettamente in linea con le scelte e le impalcature immaginate dal regista.

 

L'opera ha debuttato alcuni mesi fa a Valencia - al Palau de les Arts Reina Sofia - , riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica. Cosa provi oggi, da palermitana, a interpretare il ruolo di Adina di fronte al pubblico della tua terra?

 

Devo ammettere che sono particolarmente ansiosa di vedere come risponderà il pubblico palermitano, anche perchè io sono una giovanissima Adina e ho avuto il mio primo debutto solo otto mesi fa in realtà, quindi questo è sicuramente un momento importante per me, perchè sarò nel mio teatro e perchè in fondo non ho ancora una grande esperienza, non ho una lunga carriera alle mie spalle. Perciò spero che il pubblico mi accolga bene e che i palermitani siano in grado, soprattutto, di darmi una risposta positiva.

 

A cosa ti sei ispirata per il personaggio femminile principale che tu interpreti, quello di Adina appunto? Com'è stato entrare nei suoi panni?

 

Adina è una ragazza giovane, fresca e anche un po' maliziosa, per non parlare poi della sua bellezza. Non ho avuto particolari difficoltà a interpretare questo ruolo, anzi mi sono divertita moltissimo! Certo ho dovuto esercitarmi parecchio e fare numerose prove, con al mio fianco il maestro Simone Alaimo, che è stato lui stesso in passato uno dei più grandi Dulcamara della storia, perciò il suo sostegno e i suoi consigli mi sono stati preziosissimi.

 

Fino a poco tempo fa - settembre 2011 - sei stata protagonista di successo della Traviata di Giuseppe Verdi. Che differenza c'è tra queste due donne da te interpretate, Violetta prima e Adina adesso? Sono davvero due mondi così diversi e distanti come sembra all'apparenza?

 

Sì, in realtà è proprio così. Innanzitutto Violetta è una donna più grande, non è esattamente una ragazza, ed è anche una mantenuta; vive il suo amore in maniera intensa, con tutta se stessa. Adina, a differenza di Violetta, è una ragazza più giovane che sa benissimo cosa vuole e che gioca un po' a fare la 'civetta', come si suol dire, coi ragazzi della spiaggia. Insomma, sono sicuramente due donne molto differenti, per non parlare della differenza di periodo storico nonchè di compositore delle due opere. Tramite lo studio si può perfettamente essere in grado di interpretare entrambe, malgrado le profonde dissimilitudini, ovviamente tenendo sempre conto delle potenzialità della propria vocalità. Per me è stata una gioia poter interpretare sia l'una che l'altra, è di certo motivo di orgoglio personale essere stata in grado di cimentarmi, nel giro di poco tempo, in ruoli così diversi e di essermi esibita in grandi teatri.

 

Tu sei giovanissima e vivi in un'epoca che punta tutto sulla cosiddetta tv trash e sui programmi-reality come Amici o il Grande Fratello, pochi giovani lasciano spazio alla scoperta di passioni simili alla tua. Raccontaci di come tu hai scoperto e coltivato il tuo amore per il teatro lirico.

 

Io provengo da una famiglia umilissima e stupenda, grazie alla quale sono cresciuta nell'insegnamento di valori e principi, e di doveri anche, come lo studio e il duro lavoro per raggiungere gli obiettivi prefissatisi. Inoltre da piccola non facevo altro che cantare a squarciagola dalla mattina alla sera e da qui la scelta, poi, di frequentare il liceo delle Scienze Sociali in indirizzo musicale; in seguito ho frequentato un master col mio maestro Simone Alaimo, che mi ha molto incoraggiata a perseguire la strada del canto, vedendo oltre ciò che riuscivo a vedere da sola. E così ho frequentato la sua Accademia Lirica qua a Palermo e dopo pochi anni finalmente le prime esibizioni e i primi riconoscimenti per i miei lavori e l'anno scorso ho iniziato a tutti gli effetti la mia carriera con la Traviata. Non mi stancherò mai di sottolineare l'importanza del maestro Alaimo e di sua moglie Vittoria Mazzoni, che hanno creduto molto in me e mi hanno portata per mano in questo mondo meraviglioso.

 

Tra i tanti premi ricevuti per le tue doti e la tua bravura, qual è quello che conservi con maggiore orgoglio?

 

Tutti i premi e i riconoscimenti che ho ricevuto rappresentano per me motivo d'orgoglio. Sicuramente uno ai quali sono più affezionata è quello consegnatomi nel luglio 2010, il Primo Premio assoluto del Primo Concorso Internazionale di Canto “Simone Alaimo e le sue opere”: vado particolarmente fiera di questo premio perchè oltre a portare il nome del mio maestro, la competizione per ottenerlo si è verificata anche secondo certe condizioni ben precise, ad esempio essendo allieva in gara proprio di Alaimo non potevo essere votata da persone che mi conoscevano. Ed è stato in quello occasione, in cui il mio maestro non poteva dire nulla in mio favore, che altri si sono accorti di me e delle mie doti, premiando la mia voce.

 

Il costo dei biglietti va da euro 15 a euro 125, in vendita presso il botteghino del Teatro Massimo (aperto da martedì a domenica, dalle ore 10 alle ore 15).

 

 


A Palermo il melodramma giocoso del celebre Donizetti riproposto in chiave moderna. Ecco come il soprano Jessica Nuccio ci ha raccontato le nuove atmosfere balneari scelte da Michieletto.

Letto 859 volte Ultima modifica il Martedì, 26 Giugno 2012 17:10

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