23 Maggio 2013

Cerca


Social & Followers

Facebook Page

Meteo Palermo


22°C
Palermo
Nubi sparse con possibili piovaschi
Umidità: 60%
Vento: 24 nodi O
Ven

22°C
Sab

23°C
Dom

21°C
Lun

23°C

Lunedì, 27 Febbraio 2012 20:18

ANDREA OBISO: IL VIOLINISTA E LA PERSONA

Scritto da 
Vota questo articolo
(2 Voti)
Andrea Obiso Andrea Obiso

Ha meno di 18 anni ed è già considerato un talento. Abbiamo intervistato il giovane musicista siciliano che ama profondamente la sua terra.

Da molti è considerato un enfant prodige per le sue incredibili doti musicali che lo hanno portato a conseguire a soli 14 anni il diploma in violino presso il Conservatorio di Musica “V. Bellini” di Palermo e a partecipare a molteplici premi e concerti di rilevanza nazionale ed internazionale.


Votato dai lettori di La Repubblica che lo hanno inserito nel gruppo dei “magnifici sette Siciliani”, Andrea Obiso si è rivelato, durante l’intervista, un ragazzo di straordinaria profondità: simile ai suoi coetanei per la condivisione di alcune passioni e per l’approccio critico-costruttivista nei confronti della contemporaneità, in particolare, siciliana.


Lontano dalle banalizzazioni del mito mediatico, ci accorgiamo di un ragazzo a tratti pragmatico e, al contempo, sognatore idealista. Artista dai tratti umili e dalla dedizione totale ma anche ragazzo dalle idee chiare e dal bisogno di incontrare l’alterità.

 

Cosa pensi in merito ai sondaggi di La Repubblica?

 

Insomma, credo che sia magnifico! È una cosa che mi fa sicuramente molto piacere e mi fa comprendere che, probabilmente, ho trasmesso qualcosa di positivo e di vero nei miei concerti.


Qual è il tuo rapporto nei confronti della Sicilia e della tua sicilianità?

 

Quando sono all’estero e devo tornare a casa penso immediatamente - Torno in Sicilia! Che bello! Mare, Sole e Siciliani! -. Io amo la Sicilia, possiede luoghi bellissimi e dovunque io vada sento sempre l’odore di questo mare. L’amore che nutro per questa terra mi permette di portarla in alto nei miei concerti. Io sono siciliano e lo si vede moltissimo dal momento che, 'metaforicamente',  ho «il sole negli occhi». Con la Sicilia ho un rapporto stupendo ma ogni qualvolta mi ritrovo in un contesto internazionale è chiaro che devo scrollarmi di dosso i mal pensieri relativi, in particolare, alla mafia. Molti, soprattutto al Nord Italia, si lamentano della nostra mentalità mafiosa e non riconoscono che, invece, esistono tra i giovani alcune potenzialità positive.

 

In questo contesto, cosa vuoi dire ai giovani?

 

Come ho già dichiarato in un’altra intervista, credo che oggi la Sicilia abbia bisogno di un po’ di ottimismo volto a far migliorare la «mente civile». Una cosa che potrebbe agevolarci è il non cadere sugli stessi errori e, per farlo, occorre cambiare la mentalità tentando, in primo luogo, di superare l’appiattimento imposto dalla cultura di massa ed, in secondo luogo, bisogna aprirci modestamente ad altre regioni e nazioni. Il mio studio musicale che mi porta in giro per il mondo mi ha permesso di comprendere le ragioni del pessimismo siciliano. Un problema notevole è che non esiste da parte degli enti nazionali la possibilità di incoraggiare i giovani attraverso l’erogazione di borse di studio, diversamente da quello che accade, ad esempio, agli studenti stranieri. Ad esempio, la Germania è una nazione che non si ferma mai e, dal punto di vista didattico-musicale, ci sono scuole buonissime gestite da tanti professionisti. Inoltre, ho molti amici giapponesi e, in genere, loro hanno sempre borse di studio. Quindi è un processo che all’estero c’è e che in Italia è quasi assente. Un altro problema è l’assenza di meritocrazia che ovviamente scoraggia i giovani e non agevola il miglioramento. Infine, una conseguenza diretta di tutto questo è l’alto tasso di disoccupazione che fa cadere i giovani nel pessimismo. Mi accorgo che oggi c’è gente che alla domanda “cosa vuoi fare?”, non trova nessuna risposta. Tutto questo può essere superato attraverso l’ottimismo, l’uscire fuori dai confini italiani e, infine, una cosa importante è quella di aprirsi e pensare a quello che si vuol fare sin da quando si studia in classe.

 

Come coniughi carriera musicale e formazione scolastica?

 

Mi sono diplomato tre anni fa al Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo e ho continuato all’Accademia musicale Chigiana di Siena e presso il Conservatorio di musica di Maastricht. Per qualche tempo ho suonato anche per l’Orchestra sinfonica di Roma, l’Orchestra sinfonica del teatro Bellini di Catania e l’Orchestra Filarmonica di Bologna. Siena è ormai diventata il fulcro delle mie estati e questo comporta tanti sacrifici sia da parte mia sia da parte della mia famiglia. Mio padre, che è insegnante del Conservatorio, circa otto anni fa, mi ha permesso di conoscere il mio attuale maestro, Boris Belkin. Attualmente studio tra Belgio e Olanda, in particolare tra Liège e Maastricht, anche se continuo a frequentare il liceo musicale dell’istituto statale R. Margherita di Palermo in cui ho scelto di studiare tedesco da almeno un anno.

 

Che rapporto c’è con i tuoi compagni di classe?

 

Sono obbligato a fare spesso lunghi periodi di assenza per via dei concerti ed è comprensibile che a volte ci sono delle bagarre. Ma in generale mi trovo bene e spesso tento di rendere partecipi gli altri delle mie 'scorribande' nel mondo!


Cosa hai provato a Mosca quando, nel 2011, hai debuttato al Cremlino?

 

Mi ricordo che quella sera lì c’era un bel po’ di freddo! È stato un concerto organizzato dal ministero degli affari esteri italiano con quello russo. Sono stato incoraggiato dal mio maestro che, fortunatamente, è russo e mi ha dato delle dritte anche per quanto riguarda la lingua (ovviamente non spiccicavo alcuna parola di russo!). La stanza in cui mi sono esibito è una hall enorme del Cremlino che dà nelle sale private della first Lady russa Svetlana Medvedeva. Quella sera lì c’erano ben cinque first lady, molti fotografi e giornalisti. Sono stato accompagnato dall’Orchestra da Camera di Stato "I virtuosi di Mosca" diretti dal M° Vladimir Spivakov. L’emozione non si può descrivere! Ogni momento ha avuto la sua particolarità e, poi, suonare Mozart, studiato con mente come voleva veramente Mozart ripaga moltissimo. Io neanche mi riconoscevo!

 

In cosa ti influenza e ti ha influenzato il tuo maestro?

 

Per prima cosa ho iniziato a parlare inglese grazie a lui perché già da piccolo ho avuto la possibilità di entrare a contatto con un ambiente internazionale. È una figura da seguire come un gran padre adottivo. Siamo amici, andiamo a cena, i miei lo frequentano ed è diventato molto amico di mio padre ma … quando ritorniamo a lavorare sono mazzate! Mi dice spesso che non bisogna badare solo alla tecnica ma anche alla forma, nel senso aristotelico del termine. Anche la forma ci trasmette quel sentimento che c’è nella musica. In più, mi ha insegnato che prima di un concerto bisogna essere preparati al 100% perché poi un 20% viene inevitabilmente perduto a causa dell’emozione, dell’umidità dell’ambiente o dell’amplificazione. Per me è un onore studiare con lui ma soprattutto suonare con il suo violino. Sono suo allievo ormai da anni e se lui mi ha preso a cuore e lavoriamo così bene insieme è perché io cerco di rispettarlo con lo studio!

 

Da quali musicisti o da quale periodo musicale ti senti più attratto?

 

Penso che tutti abbiano una diversità di stile che comunque m’interessa ma il repertorio che mi fa impazzire è quello del periodo romantico e dei primi del Novecento. Ad esempio, un Saint Saëns del Romanticismo francese o il Paganini del virtuosismo del Settecento. Il mio fascio d’azione comprende anche Vivaldi, Beethoven e Schubert. Poi, sono molto dedito alle opere di Ysaÿe che è un autore belga che ha suonato “Sei sonate per violino solo” ma penso che siano rispettabili tutte le tipologie di musiche: dal Bach delle “Sei solo a violino” al Novecento. D’altronde c’è qualcosa da imparare in ogni secolo. Ad esempio, il periodo Barocco, intendo Bach, non fa altro che dare spunti al periodo di trasformazione e a quello che si formerà nel Romanticismo.


Cosa pensi della musica da Schönberg ad oggi?

 

A partire da Schönberg la musica si è più avvicinata al pubblico. L’avanguardia del novecento era solo per alcune persone che potevano comprenderla mentre oggi la musica è scritta per tutti. È interessante, ad esempio, l’importanza che stanno assumendo tutti i gruppi rock o la musica House. Dal mio punto di vista, un autore che risulta profondamente interessante è Vecchioni. L’anno scorso ha partecipato a Sanremo con un testo in cui le parole fanno la parte da padrone e credo che sia stato un vero Sanremo. Per quanto concerne la musica classica penso che dovrebbe essere uno strumento per imparare qualcos’altro. Ad esempio, alcune recenti scoperte scientifiche hanno dimostrato come questo tipo di musica stimoli i processi nervosi e mi chiedo se non fosse il caso di abituare i giovani ad ascoltarla. È già un’arte sapere ascoltare e non pensiamo che sia facile! Saper ascoltare implica dare rispetto a quella persona e, perché no, anche a quel dato genere musicale. Io penso che i giovani dovrebbero avere modo di conoscerla per poterla classificare, anche se non si sentono totalmente attratti e vogliono continuare ad ascoltare i Beatles o i Queen.


A cosa pensi o t’ispiri quando suoni?

 

Quando suono non è così facile riuscire a volare con la mente. Talvolta, quando si suona qualcosa di fantasticamente melodioso penso automaticamente alle praterie olandesi; altre volte, penso a qualche quadro. La musica francese di Debussy mi fa immaginare il quadro di Munch mentre la Sonata numero 2 del russo Prokofiev mi fa pensare ad una laguna a 50° sotto il sole o a dei topi che giocano per strada. Mi piace anche guardare il viso e gli occhi della gente e poi cercare una musica per ogni persona che ho visto. Penso che la fantasia sia importante e che mi aiuti a far uscire il meglio di me. Bisognerebbe essere più sognatori.

 

 

Quali sono le tue passioni?


Mi piace stare con gli amici. Solitamente, sono anche uno sportivo; vado a correre perché penso che aver un buon esercizio fisico sia importante. Il violino è già uno sport ma bisogna accompagnarlo a qualche altra attività. Mi piace leggere gialli o romanzi psicologici e, poi, amo il tedesco. Mi pare che sia una musica continua, penso che questa lingua sia molto musicale anche se ritengo che, in generale, tutte le lingue hanno una loro intrinseca musicalità. Ad esempio, il dialetto siciliano delle strade e dei mercati è musica. Ciò che amo particolarmente è fare passeggiate da solo con un paio di cuffie. Quando lo faccio a Palermo mi piace perché c’è quell’umidità che sfuma i contorni della città. Diversamente Liège, quando cammino di sera, mi dà anche un po’ di angoscia e di sgomento.

 

Quali città tra le quelle visitate ti ha lasciato qualcosa?

 

Tutte le città sono diverse come gli esseri umani ma Parigi e Mosca mi hanno lasciato delle immagini impresse. Di Mosca mi attrae la piazza Rossa e i visi della gente russa che sembrano comunicare secoli di storia. Sono affascinato dalla cultura russa. Parigi è diversa, è la città dell’'amour'. È una città spensierata in grado di far vivere sensazioni opposte: vedi il cielo grigio e cupo e, poi, guardando meglio ti accorgi che qualche pittore sta dipingendo o qualche bateau mouche gironzola qua e là per la Senna; c’è sempre qualcosa di colorato che ti sorprende.

 

Qual è il rapporto con i tuoi genitori?

 

Mio padre e mia madre sono due persone che ringrazierò per sempre. Penso che la famiglia sia qualcosa che ti forma. Pur se il concetto di famiglia siciliana è profondamente patriarcale, credo che sia necessario sviluppare un qualche tipo di valore familiare. Ad esempio, quando torno dai miei viaggi tutti mi fanno la festa e sono felici. Si danno anche molto da fare per rendermi felice pure attraverso il cibo: una nonna mi prepara le lasagne, l’altra le “chiacchiere”.  


A cosa si sta dedicando in questo periodo? Hai pensato alla composizione?

 

Prima voglio avere una mia intera formazione del percorso musicale. Parallelamente sviluppata allo studio c’è sempre l’esecuzione. Cerco, infatti, di migliorare sempre il mio suono e questo è un processo che non ha fine. In futuro, chissà, potrebbe esserci la composizione. Suonerò a marzo in Olanda e chiuderò la stagione del Teatro Massimo a dicembre. Ci sono altri concerti che sto organizzando per tutta Europa e probabilmente dovrò andare anche in Giappone.


Come reputi il tuo essere “musicista”? Un lavoro o una passione?

 

Io penso che molto dipenda dalle prerogative di ciascuno. A mio avviso, il musicista non può esibirsi solo per professione ma deve amare profondamente quello che fa. In genere chi ha talento lo sviluppa durante l’arco di tutta la sua vita. Mi piace citare le parole del maestro Marco Rizzi che, una volta, mi ha detto, «Fai onore al tuo talento! Studia!». Se pensi che “essere musicista” debba essere la tua passione, devi tentare di onorare questa passione attraverso lo studio e non devi smettere di conoscere e, al contempo, di scoprire!


Video

Un'esibizione
Letto 604 volte Ultima modifica il Mercoledì, 29 Febbraio 2012 14:29

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

PRIMO PIANO

Cartone animato su Don Puglisi ai Cantieri Culturali di Palermo

Cartone animato su Don Puglisi ai Cantieri Culturali di Palermo

Tra gli spettacoli a Palermo alla vigilia della beatificazione di Padre Puglisi anche la proiezione di cartoni animati per ricordare il coraggio e l’amore di un piccolo uomo.

PALERMO COMMEMORA GIOVANNI FALCONE UCCISO NELLA STRAGE DI CAPACI

PALERMO COMMEMORA GIOVANNI FALCONE UCCISO NELLA STRAGE DI CAPACI

Palermo commemora Giovanni Falcone ucciso nella Strage di Capaci insieme alla moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo ed Antonio Montinaro.

Amnesty International organizza due eventi a Palermo

Amnesty International organizza due eventi a Palermo

Amnesty International Palermo e Villa Airoldi Golf Club: insieme per la tutela dei diritti umani con due eventi Palermo che si terranno domenica 26 maggio.

A PALERMO ARRIVA LA PRIMA RASSEGNA DEDICATA A EYAL SIVAN

A PALERMO ARRIVA LA PRIMA RASSEGNA DEDICATA A EYAL SIVAN

A Palermo arriva la prima rassegna dedicata a Eyal Sivan, rinomatissimo regista israeliano i cui lavori saranno proiettati al Sole Luna Festival.

METTI UN CRETINO A CENA DI GIANNI NANFA AL TEATRO JOLLY PALERMO

METTI UN CRETINO A CENA DI GIANNI NANFA AL TEATRO JOLLY PALERMO

Rivisitazione di una nota commedia d'Oltralpe di Francis Veber, Metti un cretino a cena viene messa a punto da un'idea di Gianni Nanfa e da un cast d'eccezione, che porta...

SPETTACOLI DEL TEATRO MASSIMO DI PALERMO DEDICATI A WAGNER

SPETTACOLI DEL TEATRO MASSIMO DI PALERMO DEDICATI A WAGNER

Teatro Massimo: la nuova stagione autunnale 2013 e le iniziative per il risanamento del bilancio. Ecco gli spettacoli che sostituiscono le due opere di Wagner.