Cultura
Fabio Sorrentino
A Palermo, presso la libreria del Kursaal Kalhesa (Foro Umberto I, 21), lo scrittore siciliano Fabio Sorrentino ha presentato il suo primo romanzo: Luna Fritta. Alla serata ha partecipato anche l'autrice palermitana Sara Favarò. “La luna muore per riapparire ogni notte, ma un uomo morto non ritorna mai”. Così recita un antico proverbio africano. Ma tutte le leggi fisiche e i fenomeni sovrannaturali sono sovvertiti quando, nel cuore del Mediterraneo, una tragedia si verifica nello stesso luogo in cui sessanta anni prima se n'è già compiuta un'altra e, per un arcano sortilegio, il destino di due marinai americani della Flotta d'Invasione Alleata della Sicilia nella Seconda Guerra Mondiale, si incrocia e si sovrappone a quello di due giovani profughi nigeriani che, dalla Tunisia, tentano di raggiungere illegalmente le coste siciliane a bordo di una carretta del mare. Da questo prodigioso incontro, si snoda un dramma che svelerà i retroscena di una piaga dei nostri tempi, l'immigrazione clandestina, e ne mostrerà i protagonisti nascosti, i registi occulti, le donne, gli uomini, gli sfruttatori e gli spettatori distratti, attraverso gli occhi di chi ha già perduto tutto e non può rinunciare più a niente, nel ricercare un passaggio che consenta di andare oltre senza voltarsi più indietro, quando è rimasto solo un nome da poter attribuire alla sorte, un nome che suona come “speranza”. Il libro è composto da 288 pagine ed è pubblicato dalla casa editrice romana Fermento, nella Collana “Percorsi della memoria”. L'opera, segnalata tra l'altro da Corrado Augias sul settimanale “Venerdì di Repubblica”, affronta in chiave narrativa il problema dell'immigrazione clandestina. E lo fa tentando di “scalfire il muro d'indifferenza o di superficialità che attornia tale tema”, ha dichiarato Sorrentino, “attraverso la condivisione di una condizione che, nel momento in cui viene vissuta è sostanzialmente caratterizzata da emarginazione, conflittualità e contrapposizioni, ma che se riconsiderata in un contesto un po' più ampio rispetto a quello solitamente fornitoci dall'esperienza e dai consueti strumenti informativi, fa in modo che la lettura significhi ripensare, interrogare, aprire una porta, tenere aperto un valico che lasci filtrare spunti, idee, emozioni, paure, angosce, che ci permetta finalmente di apprendere nomi, storie non più di masse indistinte e anonime ma di singoli e concreti individui. Paradossalmente, partendo da un evento dai contorni sovrannaturali, come quelli di una reincarnazione, un prodigioso incontro di anime e destini diversi che si sovrappongono per protendersi verso un'unica meta”. Scritto in circa 6 mesi, Luna Fritta nasce da un sogno e da una foto intravista casualmente su Internet e accanto al tema predominante e di assoluta attualità come quello dell'immigrazione clandestina, non si poteva non parlare di distacchi, di dolori, di speranze e di solitudini. Non vi è un unico protagonista, piuttosto è lo stesso dramma, questa tragedia di massa che si consuma oggi come ieri, ad esser posta al centro della storia. “Di ognuno dei personaggi ho cercato di mettere in evidenza lo spaesamento, il disorientamento emotivo e geografico, addirittura, nel caso dei due spiriti reincarnati, lo smarrimento totale provocato dal ritrovarsi a vivere in un'epoca storica diversa dalla propria, quando alla fine un po' tutti, si ritrovano a considerare il proprio passato una realtà ormai del tutto remota e ripudiata, mentre il futuro assume i contorni di un orizzonte ancora troppo distante, attraverso i flutti agitati e avversi di un presente interminabilmente minaccioso come un mare ostile”. Il romanzo diventa così, non solo semplice spunto di riflessione, ma anche un'opera di denuncia immersa in un'atmosfera sospesa fra realtà e fantasia senza mai cadere nella spesso banale retorica. Interessanti anche le note biografiche dell'autore nato ad Agrigento nel 1968. Sono infatti scritte prendendo in prestito proprio le 7 note musicali. Si parte dal Do(cumento) d'identità e dai Re(cord scolastici), passando per MI(serie umane e turbamenti), FA(rse e tragedie), SOL(lecitazioni professionali e ideali, ammettendo di lavorare come manager), LA(rete alla fine ci pesca tutti, tirando Facebook dove potete rintracciarlo), finendo col SI(tirando in ballo Marzullo e i suoi sogni di vita, come questo suo primo romanzo, nato come detto prima da un'indicazione onirica). E a chi gli chiede il perché del titolo, lui risponde: “Ogni libro ha un suo sapore, il mio ha un gusto di speranza e di… “luna fritta”. E la luna, come il cibo, è un patrimonio di tutta l'umanità, ed è qualcosa che scompare, riappare, aumenta, decresce, ma che non può essere negata a nessuno. E alla luce della luna, in questa lunga notte dell'anima moderna, possiamo solo provare a dialogare, smettendo di parlare solo noi, per una volta, e raccogliendoci nel silenzio di chi ascolta”.
(28/12/2009 - ore 12.07) RmbcVBEV scrive: KNSvPp <a href="http://yfptusvdmpse.com/">yfptusvdmpse</a>, [url=http://scsqtzceafml.com/]scsqtzceafml[/url], [link=http://jfvbmaizpfev.com/]jfvbmaizpfev[/link], http://cbyqikrrevmf.com/ (06/02/2010 - ore 13.37) mZyrZwvlcv scrive: 5HtLnV <a href="http://tsqujagpsonk.com/">tsqujagpsonk</a>, [url=http://sfqxsmthwyno.com/]sfqxsmthwyno[/url], [link=http://zlkhwsirbtwr.com/]zlkhwsirbtwr[/link], http://aoyhjercajae.com/ Esprimi anche tu un commento su questo articolo, basta compilare il modulo qui sotto. Tutti i campi sono richiesti. Compilando e inviando il modulo, autorizzi Palermo24h al trattamento dei tuoi dati personali, nel pieno rispetto della legge 196/03 sulla privacy. |
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